L’acido folico, (o folacina) è conosciuto anche come vitamina B9. Il suo nome “folico” è dovuto al fatto che gli alimenti che lo contengono maggiormente sono le “foglie” dei vegetali (vegetali a foglia verde) quali broccoli, lattuga, cavoli ecc. Oltre alle verdure, ricchi di ac. folico sono il lievito di birra, il fegato, il rene, le arance, i limoni, i kiwi, i cereali, i legumi, l’orzo. Tale vitamina però è sensibile al calore e alla luce, per cui se ad esempio cuociamo troppo le verdure rischiamo di distruggerla, così come anche se esponiamo un alimento ricco di ac. folico alla luce rischiamo di perderla. Una carenza di acido folico dunque, oltre che ad un’alimentazione sbagliata, può essere dovuta ad una preparazione o conservazione inadeguata degli alimenti, ma si possono avere carenze anche dovute a malassorbimento (per esempio in caso di celiachia o per la presenza di parassiti intestinali). Il fabbisogno giornaliero si aggira intorno ai 0,3 mg (ovvero 300 microgrammi), anche se le richieste aumentano di gran lunga in gravidanza, allattamento, in fase di crescita ed anche in alcuni stati patologici quali anemia o tumori.

La carenza provoca:

- anemia megaloblastica (ovvero globuli rossi più grandi del normale, ma in numero insufficiente e contenenti poca emoglobina);

- carenza di vitamina B12;

- stanchezza, debolezza, difficoltà nella respirazione;

- alterazioni della cute;

- stomatite, glossite (infiammazioni a bocca e lingua);

- disturbi nervosi, alterazioni del comportamento, irritabilità, insonnia, confusione, scarsa memoria.

Ma perché l’assunzione di acido folico diventa così importante in gravidanza? E da quando andrebbe assunto? La sua assunzione è importante per il corretto sviluppo del bambino già a partire dalle prime fasi del concepimento, per cui dovrebbe essere assunto mesi prima di una eventuale gravidanza. Esso favorisce il normale sviluppo del feto, prevenendo i difetti del tubo neurale (DTN). Il tubo neurale è quella parte del feto che si sviluppa per formare il cervello, la scatola cranica e la spina dorsale. Quando il tubo neurale non si chiude correttamente e completamente durante le prime settimane di gravidanza, il bambino sviluppa gravi malformazioni congenite come la spina bifida ed encefalopatie. La spina bifida è una malformazione della parte caudale (cioè inferiore) della colonna vertebrale, che può portare ad ernie, incontinenza fecale e urinaria, paralisi degli arti inferiori, ritardi nello sviluppo ecc. L’80-90% dei bambini con spina bifida sopravvive fino all’età adulta. Le encefalopatie portano invece a disturbi neurologici specifici associati a ritardo cognitivo-relazionale. Tra le varie cause, oltre a carenze di ac. folico durante la gravidanza si annoverano la rosolia, la toxoplasmosi, l’alcolismo, l’esposizione a raggi x, l’assunzione di farmaci anti-epilettici.

Le gravidanze non sono tutte uguali: una donna potrebbe aver bisogno di dosi differenti rispetto ad un’altra (se ad esempio ci sono casi in famiglia o in gravidanze precedenti di bambini con DTN, o in caso di anemia ecc. le dosi richieste sono maggiori). Esistono in commercio diversi farmaci a base di acido folico ma con dosaggi diversi, o con eccipienti diversi (tipo lattosio) che in alcuni soggetti intolleranti potrebbero provocare reazioni allergiche. Per questo l’assunzione va effettuata sotto stretto consiglio del proprio medico.

 

Dott.ssa Maria Esaminato