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Subito dopo il parto le ghiandole mammarie secernono il colostro, un liquido giallognolo e meno calorico del latte, ma indispensabile per il neonato perchè gli fornisce una prima difesa per il suo piccolo e indifeso corpicino che è appena venuto al mondo... Ebbene si, il neonato è stato concepito ed è cresciuto per circa nove mesi nel ventre materno, che in questo lungo periodo l'ha protetto e gli ha fornito tutte le sostanze di cui necessitava già belle e pronte.
Quando viene al mondo il neonato sviluppa col passare dei mesi tutte le capacità che son proprie degli adulti: ma va abituato un pò alla volta. Il latte materno è in assoluto l'alimento che soddisfa tutti i bisogni nutrizionali e di crescita. Contiene sostanze che lo proteggono fin dai primissimi giorni di vita e lo aiutano a crescere più forte e sano. Il latte materno ha una composizione che varia col passare dei mesi, adattandosi alle esigenze del lattante, in modo da non fargli mancare nulla.
Il latte materno ha un quantitativo di proteine pari ad un terzo di quelle contenute nel latte vaccino, esattamente quelle che gli servono per la delicata fase della crescita. Il sovraccarico delle proteine del latte vaccino invece può essere nocivo e porta ad assimilarne poche. E poichè quest'ultimo contiene per lo più caseine, una volta giunto nello stomaco, l'ambiente acido lo fa coagulare, formando un grumo all'interno dello stomaco. E' per questo che chi prende latte vaccino ha tempi più lunghi tra una poppata e l'altra (circa 4 ore). Il latte materno invece è molto più digeribile, lo stomaco del bambino si svuota molto più facilmente e rapidamente.
Inoltre col latte materno al bambino vengono fornite tutte le vitamine di cui ha bisogno; il latte vaccino ne fornisce solo un decimo. E' per questo che per integrare tale carenza il bambino allattato artificialmente va svezzato prima, mentre chi è allattato al seno può introdurre altri alimenti anche verso i 5 o 6 mesi.
La quantità di grassi è più o meno la stessa, ma ciò che li differenzia è la qualità: molti grassi saturi nel latte vaccino, carente di acidi grassi polinsaturi che invece abbondano nel latte materno. Essi tra l'altro sono importanti per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della retina.
Molto più ricco in zuccheri rispetto al latte vaccino, ma è un grave errore aggiungere al latte vaccino zucchero da tavola: viene compromessa la salute del bambino. Gli zuccheri presenti nel latte materno invece, tra i quali anche oligosaccaridi, svolgono un' importante funzione protettiva.
Anche l'acqua del latte materno è sufficiente al lattante e non ha bisogno di altra acqua, nemmeno per dissetarsi d'estate: ci pensa la madre a bere e la fornisce al piccolo col suo latte. Il bambino allattato con latte vaccino invece deve bere e non basta l'acqua aggiunta al latte per allungarlo: egli ha bisogno di molta acqua anche per eliminare le proteine di scarto presenti nel latte, anche se i reni, la cui funzione non è ancora ben sviluppata, vengono affaticati fin troppo per eliminare le proteine.
In poche parole, il latte materno ha una composizione unica e tale da fornire al bambino tutto ciò di cui ha bisogno: da una crescita regolare e armonica, al soddisfacimento totale di tutte le esigenze nutritive, compresa una barriera contro infezioni e allergie di ogni genere.
Se non è possibile allattare al seno ci sono molte formule in grado di "imitare" il latte materno, con una composizione che segue le esigenze nutrizionali e di crescita del neonato.
Il latte da somministrare al lattante è specie-specifico, e cioè ogni essere vivente produce un latte specifico per il suo piccolo e per le sue esigenze di crescita. Il latte di vacca va bene al vitellino, non al bambino che di certo non cresce per diventare un bovino!
E' sbagliato quindi somministrare al neonato il latte vaccino, per molti motivi:
è "pesante" per un apparato digerente che è in fase di crescita, ma non ha ancora sviluppato tutte le sue funzioni digerenti e di smaltimento di sostanze nocive. Inoltre può provocare varie allergie. I pediatri consigliano di dare il latte vaccino al neonato il più tardi possibile, almeno oltre un anno di età.
Il latte vaccino produce microemorragie intestinali e col tempo possono insorgere anemie.
In generale se somministriamo al bambino alimenti non formulati specificamente per il suo sviluppo è molto facile che insorgano disturbi di vario genere; le manifestazioni di allergia possono colpire i vari organi e tessuti.
In generale, nel primo anno di vita prevalgono disturbi gasrointestinali e alla pelle, nelle età successive possono comparire disturbi respiratori e neuropsichici.
Gli alimenti provocano molte allergie anche nell'adulto, figuriamoci in un neonato che non ha ancora sviluppato le funzioni vitali dell'adulto. Per questo, se nel vostro bambino compaiono allergie cutanee, presenta problemi di otite, asma o una semplice cefalea, non state a cercare in giro mille cure miracolose per cercare di combattere un qualche problema che avete scatenato voi stessi... Il rimedio potrebbe essere molto più semplice... è solo difficile capirlo. Ma se cambiate il tipo di latte (nei primi mesi) e il tipo di alimentazione (nel bambino un pò più grande) vi accorgerete che magari la soluzione era più semplice di quanto potevate mai pensare. Se la Plasmon, la Mellin e tante altre industrie alimentari producono alimenti specifici per il bambino e per tutte le età, latte di crescita, latte di proseguimento e tanti altri specifici tipi di latte, un motivo più che valido ci sarà...
(per qualche lettura di approfondimento: http://www.coscienzasalute.it/articoli_dettaglio.php?id=89&titolo=Latte:_siamo_uomini_o_vitelli?)
Dott.ssa Maria Esaminato
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