Martedì, 07. Settembre 2010

Sport & Alimentazione

Notizie flash

La sicurezza e la qualità di ciò che acquistiamo e mettiamo in tavola ogni giorno dipende anche da noi. Basta cliccare sull’immagine degli alimenti che troverete su http://www.inran.it/servizi_cittadino/cose_casa/consigli_spesa/  (uova, latte e panna, pesce carne, frutta e verdura, scatolame e conserve, etichette, ecc.)a cui si è interessati per avere i consigli più elementari ed efficaci per sceglierli, conservarli e consumarli al meglio...

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Il latte: una sana abitudine alimentare. E-mail
Scritto da Maria Esaminato   
Giovedì 22 Luglio 2010 14:50

Se parliamo di latte ci viene subito in mente quella bevanda bianca che per molti fa parte della colazione, per altri un pò meno, ma la verità è che non c'è alimento più completo, tant'è vero che costituisce un piatto "unico" per il bambino nei suoi primi mesi di vita. Il primo latte secreto subito dopo il parto e per circa 3 giorni a seguire è il “colostro”, di colore giallognolo, molto ricco in vitamine e importantissimo per sviluppare le difese immunitarie.

Per definizione il latte è: " il prodotto della mungitura regolare, completa e ininterrotta della mammella di bovine che si trovino in buono stato di salute e di nutrizione". Col termine "latte" si intende solo il latte bovino; il latte non proveniente da bovina dev'essere evidenziato col nome della specie da cui proviene (per es. latte di capra, di bufala, di pecora ecc.).

Dal punto di vista chimico-fisico il latte è un’emulsione di acqua e grassi contenente per l’87% acqua e per il resto proteine (per l’80% sono caseine, ma vi sono anche le sieroproteine, quali le lattoglobuline e le lattoalbumine, ricche di amminoacidi essenziali, e le gammaglobuline con funzione immunitaria ), zuccheri (principalmente il lattosio), vitamine (molte vitamine del gruppo B, la vit.K, la vit.A e poca vit.C), sali minerali (ma scarseggiano ferro e rame) ed enzimi in proporzioni che variano in base alle specie che lo ha prodotto. I grassi in esso contenuti sono quasi tutti trigliceridi. Per la presenza anche di grassi saturi, chi ha il colesterolo alto deve preferire il latte parzialmente scremato o scremato. 

I globuli di grasso, avendo un peso specifico minore del latte magro, tendono ad aggregarsi e ad affiorare spontaneamente nel latte lasciato a riposo, formando uno strato superficiale di crema. Tutto il latte che troviamo in commercio viene omogeneizzato, e cioè è sottoposto ad un processo che riducendo le dimensioni dei globuli di grasso, impedisce la separazione verso l’alto della crema. Esistono vari tipi di latte che differiscono sia per il contenuto in grassi, sia per il processo di risanamento subito. Altri tipi di latte poi possono essere latti speciali, con aggiunta di proteine, vitamine, a basso contenuto di lattosio per gli intolleranti (per es. Zymil della Parmalat), con aggiunta di acidi grassi polinsaturi (tipo parmalat omega 3, per la salute del cuore).

Il LATTE INTERO contiene fra il 3 e il 3,5% di grasso (fornisce circa 600 calorie per litro);

il LATTE PARZIALMENTE SCREMATO contiene tra l’ 1,5 e l’1,8% di grasso (circa 500 calorie per litro);

il LATTE SCREMATO contiene meno dello 0,3% di grasso (circa 350 calorie per litro).

In base al tipo di risanamento poi, il latte destinato all’alimentazione umana si distingue in:

-latte pastorizzato (prodotto con pastorizzazione bassa e lenta, è poco commercializzato);

-latte fresco pastorizzato (prodotto con pastorizzazione alta e rapida);

-latte fresco pastorizzato di alta qualità (a differenza dei precedenti è solo di tipo “intero”).

La pastorizzazione si ottiene portando il latte alla temperatura di 75-80°C per 15-20 secondi. Attualmente, per chi non ha la possibilità di fare la spesa di tutti i giorni ma non vuole rinunciare al piacere ed ai benefici del latte fresco, è possibile reperire in commercio anche un latte della Granarolo più giorni, che dura ben 26 giorni dalla data di confezionamento grazie al perfezionamento di una tecnologia sicura e naturale: la pastorizzazione a temperatura elevata… (www.granarolo.it)

Tra quelli che si conservano più a lungo invece vi sono quello sterilizzato (dura 6 mesi) e quello UHT (si conserva invece per 3 mesi), ma le caratteristiche organolettiche vanno a diminuire sempre più col passare dei giorni. Inoltre le temperature molto più elevate hanno fatto perdere la maggior parte di nutrienti. Si conservano a temperatura ambiente, ma una volta aperti si conservano in frigorifero e vanno consumati entro 2-3 giorni.

E' importante bere latte per diversi motivi: esso ha proprietà antinfettive e protegge dagli agenti inquinanti, protegge la mucosa intestinale, regola la pressione sanguigna (anti ipertensione). Il suo contenuto di calcio aiuta a prevenire l'osteoporosi e pure diverse malattie per il contenuto di anticorpi (ma no nel latte a lunga conservazione). Il latte però può scatenare allergie o essere difficilmente digeribile (intolleranza al lattosio). E' controindicato nel caso di disturbi intestinali.

 

Dott.ssa Maria Esaminato

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Luglio 2010 14:53
 
Nitrati nelle acque: quando le vittime sono i bambini. E-mail
Scritto da Maria Esaminato   
Mercoledì 21 Luglio 2010 18:12

Fate attenzione alle acque che somministrate ai vostri bambini nei primi mesi di vita. Nelle acque sono naturalmente presenti i nitrati, pericolosissimi per i bambini almeno fino agli otto mesi di vita perchè il pH del loro stomaco è più alto rispetto a quello degli adulti. Ciò comporta che tutti i nitrati ingeriti vengono convertiti a nitriti, e come già detto, questi si legano all'emoglobina al posto dell'ossigeno. Ciò può ucciderli (nel vero senso della parola) per mancanza di ossigeno. Molti sono i casi riportati di decessi per metaemoglobinemia o sindrome del bambino blu! Il colorito cambia, il bambino va in apnea... i sintomi sono evidenti.

Con l'alimentazione del neonato non si scherza. Il loro apparato digerente non è come il nostro. Deve fare più attenzione chi non somministra latte materno e diluisce con acqua. (pericolosi nei primi mesi anche alcuni alimenti ricchi in nitrati).

Vediamo da alcune etichette delle acque minerali e naturali quanti nitrati ci sono e mettiamole a confronto:

Acqua VERA: 3,7 mg per litro

Acqua LETE: 4,5 mg per litro

Acqua LILIA: 6 mg per litro

Acqua SANGEMINI (una di quelle consigliate dai pediatri): 0,77 mg per litro

Non stiamo qui a riportare tutte le etichette perchè potete leggerle anche voi...

Con l'alimentazione non si scherza, ma quando si tratta dell'alimentazione del neonato l'argomento si fa ancora più delicato.

Meglio quindi non fare mai di testa propria e seguire le indicazioni degli esperti. E magari imparare a leggere l'etichetta può migliorare la qualità dei nostri acquisti... e della nostra salute!

(per approfondimenti pratici che vi aiuteranno a capire meglio:    http://www.medicoebambino.com/?id=CL0910_10.html)

 

Dott.ssa Maria Esaminato

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Luglio 2010 18:14
 
Albo d'Oro Over 40 E-mail
Scritto da Salvatore Siviero   
Sabato 19 Giugno 2010 10:15

Con la vittoria allo Stadio Italia per 4-3 a spese del Sorrento Elvyclè Shoes, il Piano Just Do It, riporta la Coppa al Comune carottese, affiancando Positano, Massa Lubrense e Sorrento che hanno due trofei in bacheca. La curiosità di quest'anno è che Piano e Sorrento, siano tornate in Finale insieme a 5 anni dalla loro sfida per il titolo; l'ultima per tutte e due da allora.

Albo d’Oro Over 40

2001 : Sorrento (finalista Massa Lubrense)

2002 : Massa Lubrense (finalista Sorrento)

2003:  Sorrento (finalista Massa Lubrense)

2004:  Massa Lubrense (finalista Sorrento)

2005 : Piano di Sorrento (finalista Sorrento)

2006:  Sant’Agnello (finalista Positano)

2007:  Positano (finalista Sant’Agnello)

2008:  Meta (finalista  Sant’Agnello)

2009:  Positano (finalista Sant’Agnello)

2010:  Piano di Sorrento (finalista Sorrento)

Salvatore Siviero

 
Nitrosammine: un attentato alla nostra salute. E-mail
Scritto da Maria Esaminato   
Lunedì 19 Luglio 2010 15:34

Per conservare più a lungo gli alimenti si ricorre all’uso di conservanti, indicati in etichetta da E200 fino ad E299. Alcuni di essi esplicano esclusivamente una funzione antimicrobica, altri sono impiegati per scopi particolari (per esempio hanno funzione antimuffa e sono applicati sulla superficie di alcuni frutti, ma sono tossici), altri ancora hanno un’azione conservativa, ma sono utilizzati principalmente per scopi tecnologici.

Appartengono a quest’ultima categoria i nitrati e i nitriti, indicati sulle etichette alimentari rispettivamente come E251, E 252, E249 ed E250. Essi si ritrovano naturalmente in suolo, acque, alimenti freschi e vengono addizionati a insaccatti, prosciutti, semiconserve non sterilizzate (wurstel, mortadella), conserve sterilizzate (carni in scatola). I nitrati e i nitriti vengono aggiunti agli alimenti per mantenere il colore rosso vivo della carne e favorire lo sviluppo di sapore e aroma. Svolgono inoltre un’azione antimicrobica nei confronti del Clostridium Botulinum, per cui l’impiego di queste sostanze negli insaccati è indispensabile proprio per l’azione contro questo pericolosissimo batterio.

Il danno alla salute non proviene direttamente dai nitrati, ma dalla loro trasformazione in nitriti, ad elevata tossicità. I neonati trasformano completamente i nitrati a nitriti. Ne consegue la metaemoglobinemia, e cioè una patologia in cui l’emoglobina (che serve per trasportare ossigeno ai tessuti) viene ossidata irreversibilmente a metaemoglobina e può portare anche alla morte. Per questo motivo l’alimentazione dei neonati è molto delicata e verdure ricche di nitrati tipo gli spinaci vengono aggiunte oltre l’ottavo mese di vita.

L’ambiente acido dello stomaco favorisce la trasformazione dei nitriti in acido nitroso e successivamente in nitrosammine, sostanze altamente cancerogene La vitamina C si oppone alla sintesi delle nitrosammine perché riduce l’acido nitroso a monossido di azoto, il quale non è in grado di legarsi alle ammine per generare nitrosammine.

Per evitare danni da queste pericolosissime sostanze, è bene seguire alcune semplici regole:

-limitare il consumo di prosciutti e insaccati;

-evitare il consumo di carne in scatola, dando preferenza a prodotti freschi;

- leggere le etichette prima di acquistare un prodotto alimentare,

-evitare di riscaldare i cibi che contengono nitrati perché con le alte temperature si trasformano in nitriti (non cuocere prosciutto, wurstel o mortadelle ecc);

- consumare molta vit. C, soprattutto attraverso l’assunzione di frutta e verdura.

 

Dott.ssa Maria Esaminato

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Luglio 2010 15:37
 
La formula giusta sulla nostra tavola? 4:2:1 E-mail
Scritto da Maria Esaminato   
Sabato 29 Maggio 2010 09:45

Chi pratica attività fisica , si sa, consuma molte più calorie di chi conduce una vita sedentaria. Spesso però accade che chi pratica sport  a livello dilettantistico crede di bruciare tanto, per cui introduce molti più alimenti, o addirittura incrementa l'introito di alimenti proteici, prassi spesso consigliata dagli istruttori nelle palestre, che consigliano diete iperproteiche a volte un pò troppo eccessive. Non è così che va.

Abbiamo detto fin dall'inizio che sport e alimentazione vanno "a braccetto", e sono il binomio vincente per la salute! Per non cadere nell'errore di mangiare troppo rispetto ai propri fabbisogni, è bene tenere il proprio peso sotto controllo. L'alimentazione però non è solo fatta di "calorie", ma anche e soprattutto di nutrienti. Sono questi che ci tengono in salute, perchè, si sa, una carenza di nutrienti essenziali all'organismo tipo alcune vitamine, amminoacidi ecc., può provocare disturbi fisici, a volte anche gravi. Non possiamo in questa pagina web elencare tutte le problematiche legate a carenze nutrizionali, sono fin troppe, ma cercheremo in questa sede di dare al lettore un quadro generale, che sembra poco ma già può fare tanto per la salute se inserito nelle proprie abitudini alimentari.

Il consiglio è di seguire la regola del 4:2:1, e cioè consumare carboidrati, grassi e proteine nell'ordine seguendo tale rapporto numerico, in modo tale che nell'arco della giornata il 55-65% delle calorie totali  provenga dai carboidrati, il 30% dai grassi e il 10-15% circa dalle proteine.

L'introito proteico giornaliero dev'essere leggermente superiore solo all'inizio di un'attività fisica , quando cioè il metabolismo proteico subisce delle modifiche durante l'esercizio, che consistono in un aumento dell'ossidazione degli amminoacidi, per cui vengono "bruciate" proteine per ricavare energia. Col passare del tempo si è più allenati e l'organismo utilizza meglio anche grassi e carboidrati, che hanno una resa energetica nettamente maggiore rispetto alle proteine.

Il consiglio, che va bene un pò per tutti, è di rispettare il rapporto suddetto di carboidrati, proteine e grassi. 

Preferire i carboidrati complessi, e quindi pasta, riso, ecc., che stimolano una risposta insulinica inferiore rispetto a quella indotta dagli zuccheri semplici, Si evitano così anche problemi di ipoglicemia e cali di zuccheri. E' sbagliato dunque assumere zuccheri semplici prima dell'esercizio fisico. 

Per quanto riguarda i lipidi, evitare assolutamente di cucinare con burro, margarina e oli di semi vari. Utilizzare olio extra vergine di oliva e condire a crudo dove possibile.

E le proteine? Meglio quelle di pesce e carne bianca. Limitare il consumo di carne rossa 2 volte a settimana, di formaggi e latticini (1-2 volte a settimana). Preferire sempre alimenti freschi e non in scatola.

Limitare il consumo di sale.

Fondamentale è consumare tante verdure e frutta di stagione. E così non mancheranno nemmeno gli introiti di vitamine a sali minerali, indispensabili anch'essi per un'eccellente forma fisica , e ovviamente, per la salute. 

E ricordate di bere almeno 1,5 / 2 litri di acqua al giorno, soprattutto adesso che il caldo incalza.   

 

Dott.ssa Maria Esaminato                     

Ultimo aggiornamento Sabato 29 Maggio 2010 10:19
 
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